29 maggio 2017
Aggiornato 02:00
Blitz della Gdf

Ancora furbetti del cartellino: 20 indagati a Cosenza

Venti i dipendenti pubblici indagati per truffa aggravata ai danni di ente pubblico, per essersi assentati dal luogo di lavoro senza far risultare i periodi d'assenza

ROMA - Scoperti dalla Guardia di finanza altri "furbetti del cartellino", questa volta a Cosenza. Venti i dipendenti pubblici indagati per truffa aggravata ai danni di ente pubblico, per essersi assentati dal luogo di lavoro senza far risultare i periodi d'assenza. A coglierli in fragrante, i video registrati dalle microtelecamere nei locali adibiti alla timbratura del badge, pedinamenti e osservazioni occulte.

Timbravano e andavano via
Per quattro dipendenti dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, un medico e quattro infermieri, impiegati presso il Servizio Cure Domiciliari Integrate, è stata disposta la misura cautelare interdittiva della sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio per 12 mesi. Sarebbe emerso che il medico, dopo aver timbrato la mattina presto, si recava spesso da parenti e rientrava in ufficio dopo ore. E gli infermieri si scambiavano i tesserini aziendali da timbrare.

Come agivano i dipendenti
Sedici, poi, i dipendenti pubblici indagati in servizio presso il Comune di San Vincenzo la Costa, a otto dei quali il gip ha imposto l'obbligo di presentarsi tutti i giorni lavorativi, per due volte al giorno, alle forze di polizia. Ingressi in ritardo e arbitrari, allontanamenti a piedi o in auto, assenze, insomma, in orario di servizio per dedicarsi a lunghe soste al bar o al ristorante e a far visita agli amici.