29 maggio 2017
Aggiornato 02:00
Presente anche il sindaco Orlando

Clochard bruciato vivo a Palermo, l'ultimo saluto della (poca) gente a Marcello Cimino

In una chiesa non certo stracolma si sono svolti a Palermo i funerali di Marcello Cimino, il clochard bruciato vivo mentre dormiva la notte tra venerdì e sabato scorso sotto al portico della mensa dei frati Cappuccini

PALERMO - Si sono svolti a Palermo i funerali di Marcello Cimino, il clochard bruciato vivo mentre dormiva la notte tra venerdì e sabato scorso sotto al portico della mensa dei frati Cappuccini. La messa si è tenuta nella chiesa dell'Annunciazione del Signore, nel rione delle Medaglie d'oro, dove il 45enne aveva vissuto insieme alla moglie e alle due figlie.

"Nessuno può essere arbitro della vita degli altri, nessuno può uccidere"
Durante l'omelia, don Cesare Rattoballi si è rivolto alle coscienze dei cittadini. "Cosa gli abbiamo fatto? Gli abbiamo tolto la dignità, abbiamo tolto la vita. Nessuno può essere arbitro della vita degli altri, nessuno può uccidere".

La confessione dell'assassino
"Dio avrà pietà di Marcello e della sua terribile morte" ha aggiunto don Rattoballi in una chiesa non proprio stracolma, dove era presente il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Intanto sul fronte delle indagini, udienza di convalida del fermo per Giuseppe Pecoraro, il benzinaio 45enne che ha ucciso Cimino. L'omicida ha confessato le sue responsabilità, e attraverso i suoi legali, Brigida Alaimo e Carolina Varchi, ha fatto sapere di essere pentito. L'assassino sarebbe stato mosso dalla gelosia. Secondo Pecoraro, infatti, Cimino avrebbe rivolto delle attenzioni alla sua compagna. Un movente non confermato però dalla donna.