29 maggio 2017
Aggiornato 02:00
'L'Isis sopravviverà'

Terrorismo, fermo e espulsione per 2 fratelli tunisini tra Foggia e Padova

Fermati e espulsi dal Procuratore distrettuale di Bari due fratelli tunisini di un paese del foggiano, radicalizzati e che sul web inneggiavano all'Isis

BARI - «Lo Stato Islamico sopravvivrà». Così scriveva Kamel Sadraoui, 34 anni di origini tunisine e residente in un paese del foggiano, fermato dagli agenti della Digos di Bari con l'accusa di apologia del terrorismo. I poliziotti hanno contestualmente espulso dall'Italia anche su fratello, un 32enne che viveva a Padova. Entrambi erano considerati dagli investigatori «lupi solitari» ispirati all'ideologia estremista dell'Isis. Le indagini basate sul controllo web dei profili dell'uomo registrati sui social network, hanno accertato che il 34enne ha sostenuto «attività di propaganda dello Stato Islamico tramite la pubblicazione su Facebook di video e post di esaltazione delle azioni compiute dalle milizie della stessa formazione terroristica» oltre ad aver esaltato Amis Amri, l'attentatore dei mercatini natalizi di Berlino.

Le indagini
Il fermo è stato disposto dal Procuratore distrettuale di Bari. Alle indagini hanno partecipato anche gli agenti di Digos di Foggia e Padova, città quest'ultima in cui il fratello del fermato è stato individuato ed espulso perché inneggiava all'Isis. Il 34enne, al momento dell'arresto, aveva con sé una pistola che non esclude il legame dell'uomo alla criminalità foggiana.

Attivi sui social
Le indagini hanno accertato che entrambi i fratelli erano in contatto - via Facebook e chat - con persone ritenute vicine all'estremismo islamico, condividendo sui social network post inneggianti all'Isis. In particolare, nelle intercettazioni telefoniche diffuse dalla Polizia di stato, si sente lo scarrellamento della pistola da parte di un uomo, che poi dice: "L'arma che ho sta sempre carica...ci sono trenta colpi nel kalashnikov"