29 maggio 2017
Aggiornato 02:00
Lotta alla criminalità organizzata

Immigrazione, smantellata a Bari rete di trafficanti somali: «Contatti con terroristi»

Cittadini di etnia somala sono ritenuti responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla permanenza illegale di clandestini nel territorio dello Stato, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina a scopo di lucro, uso di documentazione falsa, corruzione di incaricato di pubblico servizio e falso ideologico in atto pubblico

Un fermo immagine tratto da un video della polizia di Bari mostra una intercettazione effettuata durante l'operazione della Squadra Mobile, Digos e Sco (© ANSA/POLIZIA - HO)

BARI - La polizia ha smantellato una rete di trafficanti somali di migranti, e dalle indagini è emerso che alcuni membri dell'organizzazione avevano sul web contatti con estremisti legati al gruppo terroristico di Al Shabaab. L'operazione è stata battezzata «Hawala.Net»: a Bari, Catania e Salerno la polizia ha dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare a carico di un gruppo di «cittadini extracomunitari di etnia somala ritenuti responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla permanenza illegale di clandestini nel territorio dello Stato ed al successivo ingresso in paesi esteri, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina a scopo di lucro, uso di documentazione falsa, corruzione di incaricato di pubblico servizio e falso ideologico in atto pubblico».

Contatti con filo jihadisti
Le indagini sono state dirette dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari e condotte dai poliziotti della squadra mobile di Bari, con il coordinamento del Servizio centrale operativo della polizia di Stato, e della Digos di Bari. Secondo la ricostruzione degli investigatori attraverso i social network , alcuni componenti della presunta organizzazione criminale avrebbero avuto contatti con soggetti filo-jihadisti, vicini al gruppo terroristico somalo Al Shabaab. Documentati, con intercettazioni, i diretti contatti telefonici tra uno dei membri del citato sodalizio con un cittadino somalo, già sottoposto a fermo in Italia nel luglio 2016 per aver favorito l'ingresso sul territorio nazionale, via Malta, di due foreign fighters militanti dell'Isis/Daesh. Inoltre stando alla ricostruzione investigativa l'associazione usava i canali «money trasfer» illegali, con il sistema dell'«hawala informatica». Un sistema con rimesse di denaro e compensazioni tra varie agenzie in Italia e all'estero, basate sulla fiducia negli intermediari e su schemi informali, che era utilizzato dai trafficanti per incanalare le somme ricevute dalle famiglie dei migranti somali per pagare l'organizzazione dei loro viaggi verso il nord Europa. Nel corso delle indagini - ha sottolineato la polizia - «sono emerse relazioni sul web, attraverso l'uso social network (facebook et similia), di alcuni componenti del organizzazione criminale con alcuni internauti attestati su posizioni filo jihadiste ascrivibili al gruppo terroristico somalo Al Shabaab».