23 maggio 2017
Aggiornato 10:30
Nell'incidente ferroviario morirono 32 persone

Strage di Viareggio, Ferrovie condannate: dopo sette anni Moretti e Elia puniti

Fra i condannati dal tribunale di Lucca, a 7 anni e 6 mesi, i manager di Rete ferroviaria italiana e Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti e Michele Mario Elia, rispettivamente all’epoca dei fatti ex amministratore delegato di Fs ed di Rfi

LUCCA – Condanna in primo grado per 23 imputati del processo per la strage ferroviaria di Viareggio, dove sette anni fa morirono 32 persone. Fra i condannati dal tribunale di Lucca, a 7 anni e 6 mesi, i manager di Rete ferroviaria italiana e Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti e Michele Mario Elia, rispettivamente all’epoca dei fatti ex amministratore delegato di Fs ed di Rfi.

Le accuse
Per loro l'accusa aveva chiesto 16 anni di reclusione per Moretti e uno di meno per Elia. Condanna a 13 anni di prigione per Giulio Margarita, all’epoca dei fatti direttore Sistemi di sicurezza della circolazione dei treni e dell’esercizio ferroviario. Pene pesanti anche per i dirigenti della Gatx, la società tedesca proprietaria del carro deragliato, per i manager di Junghental, azienda responsabile della manutenzione dei carri cisterna e per quelli di Cima Riparazioni, l’azienda che ha montato l’assile sul carro azienda responsabile della manutenzione dei carri cisterna.

L'accusa aveva chiesto pene doppie
Presenti oggi in aula anche molti familiari delle vittime e il sindaco della città; quando è stata letta la sentenza dai banchi del pubblico si è alzato un timido applauso anche se molti fra i presenti hanno sottolineato il fatto che le pene richieste dall'accusa erano generalmente doppie di quelle comminate dal tribunale. Moretti, secondo quanto hanno spiegato dopo la sentenza i suoi avvocati, è stato assolto come amministratore delegato di Fs, ma condannato come ex ad di Rfi. Diversi i reati contestati tra i quali disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo, incendio colposo (reato caduto in prescrizione), nonché violazione delle normative sulla sicurezza.

I fatti del 29 giugno 2009
Il 29 giugno 2009 un treno lungo circa 270 metri che trasportava gpl, gas liquido altamente infiammabile, imboccò il nodo ferroviario di Viareggio, ed uscì dai binari. Il primo carro dietro la locomotiva si squarciò e nel giro di pochi minuti nella cittadina della Versilia si scatenò l'inferno, appena prima della mezzanotte. Il rogo interessò non solo la stazione ferroviaria m anche le case nell'immediata vicinanza. 32 alla fine i morti, molti dei quali dopo giorni di agonia, come Emanuela, figlia di Daniela Rombi, che si spense a 40 giorni dal disastro.