30 aprile 2017
Aggiornato 14:30
Anni fa un processo per abuso edilizio

Rigopiano, l'hotel da incubo costruito in fondo a un canalone

L'albergo spazzato via dalla slavina quando erano presenti 30 persone è al centro di diverse inchieste giornalistiche soprattutto in seguito alla lentezza con cui i soccorsi sono giunti sul posto

ROMA – Costruito in fondo a un canalone e un processo per presunto abuso edilizio: l’Hotel Rigopiano, spazzato via dalla slavina quando erano presenti 30 persone, di cui al momento 6 estratte vive, è al centro di diverse inchieste giornalistiche soprattutto in seguito alla lentezza con cui i soccorsi sono giunti sul posto.

La delibera che sanò l'abuso edilizio
Gestito dalla società Gran Sasso Resort, dopo il fallimento della società dei precedenti proprietari, la Del Rosso Srl, dei cugini Marco e Roberto Del Rosso, l'albergo sorto nel 1972 era stato ristrutturato e ampliato nel 2007-2008. Proprio su quei lavori che hanno trasformato la modesta struttura in un lussuoso resort a 4 stelle ha investigato la magistratura, per capire se i cugini De Rosso avessero corrotto 7 persone, fra cui il sindaco ed alcuni assessori di Farindola che nel settembre del 2008 approvarono una delibera che sanava l'occupazione di suolo pubblico abusiva da parte dell'albergo.

Tutti assolti
La vicenda giudiziaria si è conclusa lo scorso novembre con l'assoluzione di tutti gli imputati perché «il fatto non sussiste», nonostante i reati contestati erano già andati prescritti. Nel processo si costituì parte civile l'ex parlamentare Romano Scarfagna, che all'epoca dei fatti era consigliere di opposizione così come oggi, mentre non lo fece l'amministrazione comunale. La variante al piano regolatore, sdemanializzazione degli usi civici, passò con il voto favorevole di tutto il consiglio comunale comprese le opposizioni, ma secondo il pm, gli imputati avrebbero ottenuto dagli imprenditori «promessa di un versamento di denaro destinato al finanziamento del partito». L'accusa parlò del «pagamento di 26.250 euro a adempimento parziale di un debito pregresso ma inquadrabile nel rapporto corruttivo» e di «assunzioni preferenziali per i propri protetti».

Costruito in fondo a un canalone
Oltre a ciò, Francesco Peduto, presidente del Consiglio nazionale dei geologi sentito da Repubblica ha spiegato che «l'albergo era in fondo al canalone. Ma quella non era un'area a rischio». Lo specialista ha detto: «A quanto risulta dalla cartografia, l'area interessata dalla slavina non era stata inserita come a rischio dal Piano di assetto idrogeologico regionale. Quindi, in teoria non ci sarebbero responsabilità da parte di chi ha costruito l'albergo in quella zona». Incalzato dal giornalista che gli ha domandato cosa sia andato storto, Paduto ha replicato: «Rispondo con una considerazione di carattere generale: quando il mare è forza otto, i traghetti vengono bloccati. Qui le previsioni del tempo davano da giorni tre metri di neve: mi chiedo perché non sia stata ordinata l'evacuazione della zona?».