26 marzo 2017
Aggiornato 22:30
La prefettura fa dietrofront

Immigrazione, a Gorino barricate contro i profughi

Gli abitanti di Goro hanno eretto blocchi lungo le vie di accesso al paese per impedire l'arrivo di una ventina di richiedenti asilo, che il prefetto di Ferrara voleva alloggiare in un ostello requisito per l'occasione

FERRARA – Gli abitanti di Goro, nel ferrarese, hanno alzato barricate per impedire l'arrivo in paese di una ventina di richiedenti asilo, che il prefetto di Ferrara, Michele Tortora, voleva alloggiare nell'ostello bar Amore-Natura requisito per l'occasione. Dal Partito democratico e dal ministro dell'Interno Angelino Alfano sono arrivate parole che hanno stigmatizzato l'accaduto, mentre dalle opposizioni si è chiesto all'esecutivo di tornare ad occuparsi del tema immigrazione, senza tralasciare gli italiani.

Il dietrofront della prefettura
Ieri pomeriggio dalla prefettura è stato comunicato l'arrivo dei migranti con una nota in cui è scritto: «Tenuto conto della saturazione delle strutture già funzionanti», è stata disposta la requisizione della struttura Amore-Natura, misura dal «carattere eccezionale straordinario» per ospitare 11 donne, e 7 uomini facenti parte di un «gruppo di migranti assegnato alla provincia di Ferrara». La prefettura si èr rivolta poi «ad amministrazioni pubbliche, associazioni di volontariato e strutture ecclesiastiche affinché offrano ogni collaborazione», per «ulteriori esigenze», possibilmente «anche a breve». Non appena la notizia è giunta in paese la situazione si è surriscaldata, con la popolazione residente che ha eretto blocchi lungo le vie di accesso a Goro, per impedire al convoglio di giungere a destinazione. E così è stato: dopo ore di trattative portate avanti da prefettura, sindaco di Ferrara e altri amministratori locali intorno alla mezzanotte si è deciso di ospitare temporaneamente gli immigrati in altre strutture in provincia. Alla protesta hanno partecipato centinaia di persone, sia del posto che dei paesi vicini. Il prefetto Tortora ha parlato di una vicenda «triste e dolorosa» perché i cittadini «al posto del buon senso» e «nonostante le rassicurazioni» hanno preferito protestare e alzare barricate.

Il sindaco difende la popolazione
Nei mesi scorsi la sezione locale della Lega Nord aveva annunciato che contro l'arrivo di profughi in paese si sarebbero alzate le barricate. Il titolare dell'ostello, Filippo Rubini, ha dichiarato nei giorni scorsi alla Nuova Ferrara che non intendeva mettere a disposizione del sistema di accoglienza la su struttura. Il sindaco di Goro, Diego Viviani ha assistito alla protesta e ha difeso i propri concittadini: «Quella della prefettura mi sembra una decisione affrettata; non capisco la scelta di frazione Gorino, paese lontano dal resto della provincia. È una difficoltà oggettiva anche per le cooperative di accoglienza provvedere a cibo e quant’altro».

Il governo bacchetta i manifestanti
«Le barricate a Goro e Gorino nel ferrarese non fanno onore all'Italia, quella non è l'Italia», ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano a L'aria che tira su La7. «Di fronte a 12 donne, una delle quali incinta, organizzare blocchi stradali non fa onore al nostro Paese. Certo tutto può essere gestito meglio, possiamo trovare tutte le scuse che vogliamo, ma quella non è Italia. Quel che è successo non è lo specchio dell'Italia», ha proseguito Alfano. Il ministro ha continuato: «A me non interessa se la protesta del ferrarese sia organizzata o meno, io guardo i fatti e quello che vedo è qualcosa che amareggia ma non è quello lo specchio dell'Italia lo specchio sono i ragazzi di Napoli che aiutano i soccorritori e Pietro Bartolo sul molo di Lampedusa, sono tutti coloro i quali ogni giorno fanno fatica e salvano vite in mare». Anche il deputato del Pd, Khalid Chaouki, coordinatore dell'intergruppo immigrazione ha dichiarato: «Inquieta e addolora quanto accaduto ieri sera a Goro in provincia di Ferrara. Le barricate organizzate dalla Lega Nord contro 11 donne, tra le quali una in stato di gravidanza all'ottavo mese e 8 bambini arrivati nel paese emiliano perché fuggiti da guerra, violenza e miseria, ci riportano davvero agli anni più bui della nostra storia».

Le opposizioni chiedono al governo di intervenire
Il capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli ha attaccato: «Quanto accaduto è l'ennesimo segnale di insofferenza nei confronti delle politiche di accoglienza e di immigrazione del governo Renzi. Ci sono due questioni dirimenti che non sono più sopportabili: riconoscere agli italiani, anche quelli indigenti, aiuti e diritti in misura minore rispetto ai cittadini stranieri; continuate a non fissare un tetto massimo né di immigrati ospitati né di risorse impegnate da parte dello Stato». Rampelli ha sottolineato il fatto che «prefetti che esprimono giudizi politici contro la popolazione vanno redarguiti e sanzionati, perché il loro ruolo dovrebbe indurli a tacere. Morcone poi è complice di questo caos, del circuito d'immigrazione selvaggia e degli interessi mostruosi che gli orbitano intorno. Le sue affermazioni gravissime dovrebbero indurlo a dimettersi subito». Per la senatrice Anna Maria Bernini, vice presidente vicario di Forza Italia a Palazzo Madama il «Governo non può continuare a navigare a vista. Le proteste proseguite per tutta la notte a Gorino Ferrarese contro la surreale decisione di requisire un ostello per alloggiare 20 presunti profughi, sono solo l'ultima espressione dell'incapacità a gestire un'emergenza sbarchi che sta incidendo la carne viva del paese. Questi sono gli effetti di una politica di buonismo e miraggi di un'accoglienza impossibile che il governo scarica senza mediazioni sui comuni e sulle persone. I blocchi stradali e le manifestazioni organizzate nel ferrarese sono solo l'ultimo episodio di un'esasperazione comprensibile e profonda da parte di cittadini che non hanno altra possibilità per far sentire la propria voce».