29 maggio 2017
Aggiornato 02:00
è partita l'operazione "alsium"

Dia, 100 milioni di euro di beni sequestrati nel Lazio a noti criminali

Sono stati sequestrati 60 immobili di pregio, 11 società, 200 rapporti bancari, 20 veicoli e 10 terreni agricoli

ROMA - Dalle prime ore di questa mattina il Centro Operativo Dia di Roma, con il supporto dei Carabinieri di Ostia e Olbia, sta eseguendo, sul territorio di Ladispoli (Rm), Civitavecchia (Rm), Cerveteri (Rm), Santa Teresa di Gallura (Ss) e Olbia (Ss), un decreto di sequestro di beni emesso dal presidente della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, Guglielmo Muntoni, nonché dai Giudici Franca Amadori e Marco Patarnello, su richiesta del Direttore della Direzione Investigativa Antimafia, nei confronti di 5 personaggi di "fama criminale", responsabili di aver costituito un articolato sistema di usura e gioco d'azzardo anche in danno di cittadini in stato di bisogno ed imprenditori esposti economicamente, traendo proventi illeciti da investire nell'acquisizione di beni.

100milioni di euro sequestrati
Il valore del patrimonio sottoposto a sequestro ammonta a oltre 100 milioni di euro. Il sequestro, che interessa circa 60 immobili di pregio, 11 società e 200 rapporti bancari, è stato eseguito nei confronti di Patrizio Massaria, Angelo Lombardi, Giuseppe D'Alpino, Carlo Risso e Francesco Naseddu, tutti residenti a Ladispoli, ritenuti responsabili della gestione di ingenti patrimoni, provento di attività criminali, riconducibili ad un articolato sistema di usura in danno di cittadini ed imprenditori locali in crisi economica, molti dei quali anche a causa del gioco d'azzardo, incoraggiato peraltro dagli stessi usurai che lo gestivano sulla piazza di Ladispoli.

L'operazione "Alsium"
Il provvedimento, emanato a seguito di proposta di misura di prevenzione formulata dal Direttore della Dia, è l'epilogo di una complessa attività investigativa condotta dallo stesso Centro Operativo e denominata "Alsium", che ha portato nel giugno all'arresto di Massaria, Lombardi e Risso, ritenuti responsabili in concorso tra loro dei reati di usura ed esercizio del gioco d'azzardo aggravati. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di provare non solo la vicinanza dei soggetti al clan Giuliano di Napoli, in particolare di Massaria e di D'Alpino indicati da alcuni collaboratori di giustizia quali referenti del clan sul territorio di Ladispoli, ma anche la sproporzione dei redditi dichiarati rispetto al patrimonio posseduto dagli stessi, ciò a conferma della loro pericolosità sociale. Il sequestro interessa 60 immobili di pregio, 11 società, 200 rapporti bancari, 20 veicoli e 10 terreni agricoli il cui valore è stato stimato in oltre 100 milioni di euro.

(Fonte Askanews)