29 maggio 2017
Aggiornato 02:00
Fondi, istruzione e lavoro

L'Italia e il futuro «rubato» dei bambini

Save the Children lancia una guerrilla urbana: «il gravissimo deficit di futuro delle giovani generazioni» e chiede «una massiccia mobilitazione dell'opinione pubblica affinché le istituzioni mettano in campo interventi urgenti e strutturali in favore di minori e giovani, sempre più minacciati nel diritto ad una vita dignitosa»

ROMA - E' un vero e proprio furto di futuro quello in corso ai danni dei bambini, adolescenti e giovani che vivono in Italia. La povertà, nelle sue varie forme - sociale, economica, d'istruzione, di lavoro - li sta colpendo come non mai derubandoli di prospettive ed opportunità. E con il futuro di chi è giovane oggi si sta disintegrando il futuro dell'Italia tutta. E' lo scenario che emerge dal dossier di Save the Children 'L'isola che non sarà', diffuso oggi insieme all'indagine 'Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani', realizzata da Ipsos in occasione del lancio della campagna 'Allarme infanzia, a sostegno dell'infanzia a rischio in Italia'. Attraverso di essa dal 20 maggio al 5 giugno Save the Children denuncia «il gravissimo deficit di futuro delle giovani generazioni» e chiede «una massiccia mobilitazione dell'opinione pubblica affinché le istituzioni mettano in campo interventi urgenti e strutturali in favore di minori e giovani, sempre più minacciati nel diritto ad una vita dignitosa».

QUATTRO «RUBERIE» - Secondo Save the Children sono quattro le principali e più pesanti 'ruberie' commesse a spese del nostro ben poco considerato 'giovane capitale umano': il taglio dei fondi per minori e famiglia: l'Italia è al 18esimo posto nell'Europa dei 27 per spesa per l'infanzia e famiglia, pari all'1,1% del Pil; la mancanza di risorse indispensabili per una vita dignitosa, ovvero il 'furto' di cibo, vestiti, vacanze, sport, libri, mensa e rette scolastiche e universitarie: quasi il 29% di bambini sotto i 6 anni, 950mila circa, vive ai limiti della povertà, il nostro paese è al 21esimo posto in Europa per rischio povertà ed esclusione sociale fra i minori 0-6 anni e il 23,7% vive in stato di deprivazione materiale; il furto d'istruzione: l'Italia è 22esima per giovani con basso livello d'istruzione (il 28,7% tra i 25 e i 34 anni, 1 su 4, per dispersione scolastica, pari al 18,2% di under 25, 1 su 5), all'ultimo posto per tasso di laureati (il 20% dei giovani fra 30 e 34 anni, 760.000); il furto di lavoro: i giovani disoccupati sono il 38, 4% degli under 25, il quarto peggior risultato a livello europeo mentre i 'Neet' (i giovani che non lavorano e non sono in formazione) sono 3 milioni e 200mila e posizionano il nostro paese al 25esimo posto su 27.