29 maggio 2017
Aggiornato 02:00
Comitato Viminale:

Islam, luoghi di culto ad hoc. Sermoni in italiano

E' quanto propone il Comitato per l'Islam italiano che si è riunito oggi al Viminale alla presenza del Ministro dell'Interno Roberto Maroni: «Favorire emersione luoghi di culto»

ROMA - Favorire «l'emersione» dei luoghi di culto per i musulmani e sermoni pronunciati in lingua italiana. E' quanto propone il Comitato per l'Islam italiano che si è riunito oggi al Viminale alla presenza del Ministro dell'Interno Roberto Maroni e del Sottosegretario Alfredo Mantovano. Troppo spesso, i luoghi di preghiera per i musulmani in Italia nascono in centri formalmente destinati ad ospitare attività culturali, ricreative, sportive o commerciali e poi mutano «arbitrariamente la destinazione d'uso, trasformandosi di fatto in luoghi di culto».

Il Comitato ha suggerito l'adozione di «un complesso di misure che, facendo leva anche sui vantaggi che si legano alle opere di urbanizzazione secondaria, punti a incentivare l'esercizio del culto in luoghi pubblici o aperti al pubblico, a tale uso specificamente destinati. Con ciò assicurando un più elevato standard di legalità, ma anche piena trasparenza e volontà di integrazione nel contesto di insediamento».

Gli edifici di culto «dovranno essere costruiti in totale conformità con la normativa edilizia e urbanistica e di sicurezza per la prevenzione degli incendi e degli infortuni, in zone compatibili con la destinazione d'uso, auspica che questi luoghi «siano aperti alla pratica del culto da parte di tutti i fedeli di religione islamica, di qualsiasi scuola giuridica, e che i sermoni vengano pronunciati in lingua italiana».

Il Comitato ha inoltre evidenziato la «necessità di assicurare il rispetto delle norme giuridiche che regolamentano l'esercizio di attività commerciali, anche di ristorazione, svolte all'interno dei luoghi di culto, nonché di assicurare trasparenza alla pratica dell'elemosina rituale, ai lasciti e donazioni da parte dei fedeli, così da garantire una gestione dei luoghi di culto in conformità alla disciplina civilistica e fiscale». Il Comitato ha riconosciuto che la disciplina dei luoghi di culto sotto il profilo amministrativo e sotto il profilo cultuale, dovrà inserirsi «in un quadro organico ispirato ai valori di libertà espressi nella Costituzione italiana e nella 'Carta dei valori'».