25 aprile 2017
Aggiornato 08:30
Cronaca. Puglia

Gioco d'azzardo a Bari, sequestrati beni per 10 milioni

Un 34enne è ritenuto anello di congiunzione con diversi clan

BARI - La polizia di Bari ha confiscato beni, mobili e immobili, per 10 milioni di euro, riconducibili ad Alessandro Snidar, 34enne, già condannato per associazione mafiosa, con numerosi precedenti per esercizio del gioco d'azzardo. L'uomo è stato sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per due anni, con obbligo di versare a titolo di cauzione in favore della Cassa delle ammende 25mila euro. Il decreto è stato emesso dal Tribunale di Bari, a seguito della proposta del questore di Bari.

INDAGINI - Secondo le indagini della squadra mobile, Snidar sarebbe l'anello di congiunzione di vari clan mafiosi, tra cui Mercante, Diomede, Abbaticchio e Fiore - Risoli, con il compito di controllare, gestire, promuovere e finanziare l'attività del collocamento, della gestione e della divisione dei proventi delle apparecchiature per video giochi. E' ritenuto un vero esperto delle macchinette mangiasoldi taroccate. Secondo gli inquirenti, il 34enne aveva il compito di portare avanti l'ambizioso progetto di conquistare il mercato dei videogiochi in una parte consistente di Bari, con la progressiva eliminazione delle società concorrenti tramite l'utilizzo della forza intimidatrice del sodalizio e dei suoi vertici.

I BENI CONFISCATI - I beni confiscati, non definitivamente, erano intestati a lui e ai suoi familiari, padre, fratello, suocero e moglie. Ci sono complessi aziendali, quote societarie, cinque moto, tre auto, conti correnti e libretti di deposito, una cassetta di sicurezza, un appartamento a Bari, terreni, i tre quarti della quota di una villa con piscina a Torre a Mare.