26 marzo 2017
Aggiornato 22:30
Un «albero-pro memoria»

Piantato questa mattina a Cagliari «l'albero del lavoro»

Simbolo della lotta contro la povertà

CAGLIARI - Un robusto olivastro testimonierà per sempre la lotta che un gruppo di associazioni (Pastorale del lavoro, Caritas diocesana, Cisl e Uil, Coldiretti Sardegna, Acli, «Dialogo e rinnovamento«) ha da alcuni anni ingaggiato contro la povertà. «L'albero del lavoro» è stato piantato stamattina in un luogo ricco di significati per la città di Cagliari: nel piazzale antistante l'ex lazzaretto del quartiere di sant'Elia.

Un «albero-pro memoria«. Mentre è in corso la campagna elettorale in vista delle elezioni regionali del 15-16 febbraio prossimi, le associazioni che lo scorso settembre hanno organizzato il «G8 dei poveri», hanno inteso «ricordare ai candidati i problemi che affliggono in modo grave la nostra Regione, indicare gli impegni e le priorità che dovrebbero trovare spazio nei programmi degli schieramenti».
Tutti i responsabili delle associazioni l'hanno più volte dichiarato: l'iniziativa non intende interferire o partecipare direttamente alla competizione elettorale, ma soltanto ribadire che «la povertà è ingiusta e illegale». Dicono gli organizzatori: «Vi è un'evidente sproporzione tra i problemi della povertà e le misure che gli uomini predispongono per affrontarli».

400 mila persone in Sardegna, finite nel vortice della povertà relativa e assoluta, richiedono provvedimenti mirati, ordinari e straordinari. Le associazioni ne hanno indicati alcuni prioritari: possibilità di accesso a beni e servizi di prima necessità, all'acquisto della casa, sostegno per i non autosufficienti, inclusione sociale degli immigrati. Inoltre: contrasto della disoccupazione e individuazione di percorsi per la collocazione nel mercato del lavoro. «È il lavoro che garantisce piena libertà e dignità, nonché l'esercizio della responsabilità sociale e della cittadinanza attiva», dicono i promotori dell'iniziativa, che insistono perché l'Osservatorio sulle povertà diventi strumento operativo per garantire uno sguardo attento ai vari volti della povertà. «Riteniamo - scrivono le associazioni - che queste proposte debbano trovare collocazione anche nei programmi elettorali. In questo modo la nostra iniziativa si pone come un «Manifesto della società civile», per dare indicazioni alla politica, in rappresentanza delle fasce sociali più deboli».

Per sottolineare il dramma della povertà, dei suoi tanti volti, delle persone e delle famiglie, è stato scelto un luogo simbolo, il Lazzaretto di Cagliari, dove venivano ricoverate e curate le persone colpite da malattie contagiose. Anche il quartiere popolare di sant'Elia sintetizza i problemi e le difficoltà procurati dal disagio e dalla mancanza di lavoro. «La povertà - ha detto monsignor Pietro Borrotzu, delegato regionale per la Pastorale sociale - è anch'essa una sorta di pestilenza che si impone in vari modi nella vita delle persone e delle società, portando elementi di scoraggiamento e oscurando l'orizzonte della speranza e del protagonismo sociale». Spiegato anche il motivo della scelta dell'olivastro: «E' una pianta che ha bisogno di essere innestata perché possa portare frutto. La società malata per via della disoccupazione necessita dell'innesto del lavoro perché possa trovare la guarigione dell'equità e della giustizia».